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Futuro

CAMPETELLA

Dal 1897 la Campetella ha assecondato le esigenze produttive nelle varie epoche attraverso la ricerca e le innovazioni volte a creare soluzioni in cui l’automazione è la soluzione ottimale per mettere “l’uomo al centro di tutto”. Dalle prime macchine agricole -premiate nelle esposizioni internazionali dei primi del ‘900- passando per l’automazione industriale degli anni ’80 fino alle soluzioni per l’industria 4.0 di oggi, queste sono state le tappe di una storia industriale condotta da 4 generazioni. In una moderna sede si pensano e si realizzarono robot cartesiani, manipolatori e accessori per il settore dello stampaggio delle materie plastiche e dell'alluminio, bobinatori, macchine e isole automatiche speciali e impianti completi assistiti da robot antropomorfi.

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Punti di interesse

Macerata

Capoluogo dell'omonima provincia delle Marche, il comune di Macerata aderisce all'Associazione delle Città d'Arte e Cultura. Vanta una Università, tra le più antiche nel mondo, fondata nel 1290. Uno dei monumenti più rappresentativi della città è l’Arena Sferisterio di Ireneo Aleandri, splendido esempio di architettura neoclassica che ospita ogni estate una prestigiosa stagione lirica, il Macerata Opera Festival. Nel cuore della città sorge il settecentesco Palazzo Buonaccorsi, oggi sede delle raccolte di arte antica e moderna e del museo della carrozza. La Sala dell'Eneide è la fastosa, settecentesca galleria, luogo di rappresentanza di Palazzo Buonaccorsi: i dipinti celebrano le gesta di Enea. Nel centro storico si trovano altri edifici di notevole valore: la Torre Civica, alta 64 metri, sul cui basamento si trova la ricostruzione dell'orologio astronomico ad automi, simile a quello di Venezia, costruito nel 1569 dai fratelli Ranieri di Reggio Emilia; una macchina di straordinaria complessità governa le diverse funzioni dell’orologio: l’azionamento del carillon; i colpi che scandiscono le ore; l’uccello che fa suonare la piccola campana colpendola col becco; la giostra con l’angelo e i Re Magi; l’avanzamento della lancetta nel quadrante orario; i movimenti dei dischi dei corpi celesti e del Drago. Lo splendido quadrante policromo, oltre a indicare le ore, mostra i moti apparenti della volta celeste, del Sole e della Luna e i circuiti dei cinque pianeti conosciuti al tempo nel quale i fratelli Ranieri portarono a termine la loro impresa.

Biblioteca Leopardi

La Biblioteca del Conte Monaldo Leopardi documenta in modo significativo quanto ancora fosse vivo l’interesse per la ricerca antiquaria e la storia locale presso i ceti colti marchigiani, in linea con tutta una tradizione di studi storici che nella Marche si afferma alla fine del Settecento con l’opera monumentale dell’abate Giuseppe Colucci, le Antichità Picene.Il nucleo più consistente della biblioteca si deve ad una serie di acquisti che il conte effettuò nelle fiere di Recanati, di Senigallia e in alcuni viaggi a Roma. Monaldo acquistò molti libri greci per "secondare", scrive nel Commentario, gli studi del figlio Giacomo, ma soprattutto per una sua innata vocazione antiquaria. Da una piccola lapide apposta nella biblioteca leggiamo che Monaldo Leopardi nel costituire la raccolta pensava non solo a sé ma anche ai suoi concittadini. Fu, infatti, sempre aperta agli studiosi ed oggi anche ai semplici visitatori attratti dal valore museale della sede e della sua raccolta libraria.La biblioteca è all’interno di Casa Leopardi, ed è rimasta così come la volle il conte padre e con le sue quattro sale occupa quasi interamente il primo piano del palazzo, di cui fanno parte anche la Sala dell’Alcova, la Sala dei Manoscritti e lo studio di Monaldo. La prima sala è composta da soffitto e cassettoni, la seconda, più piccole delle altre, ha un affascinante soffitto in tela con dipinti in tipico stile pompeiano, la terza e quarta sala, infine, hanno entrambe forma rettangolare e contengono centinaia di libri riposti in enormi scaffali.

Recanati

Situata al centro della Regione Marche, in una posizione strategica, tra costa e l’entroterra, Recanati è la tipica "città balcone" per l'ampio panorama che vi si scorge. Qui nacquero Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti italiani della letteratura italiana e Beniamino Gigli, noto cantante lirico. Tra i principali siti di interesse turistico spiccano i luoghi leopardiani: la piazzetta "Sabato del villaggio", su cui si affacciano il settecentesco Palazzo Leopardi, casa natale del poeta, che custodisce la preziosa Biblioteca contenente oltre 20.000 volumi e la “Casa di Silvia; il “Colle dell’Infinito”, la sommità del Monte Tabora che ispirò l'omonima poesia composta dal poeta a 21 anni, con l'antico orto del monastero delle suore clarisse e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura, il Centro Nazionale Studi Leopardiani, punto di riferimento per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che nel mondo, la “Torre del Passero Solitario”, ubicata nel cortile del chiostro di Sant'Agostino, Palazzo Antici Mattei, casa della madre di Giacomo. Gli edifici di architettura religiosa più rilevanti sono: la Chiesa e il Convento dei frati Cappuccini, risalenti al 1600, la Chiesa di Santa Maria Morello, nel cui fonte battesimale fu battezzato Giacomo Leopardi, la Chiesa di San Vito dalla facciata vanvitelliana, la Chiesa di Sant’Agostino con il bel portale in pietra d’Istria, la Chiesa di San Domenico, che conserva il “San Vincenzo Ferrer in gloria".

Corridonia

Popolosa cittadina in bella posizione geografica, Corridonia si trova sullo spartiacque tra le valli del Chienti e del Cremone. Di tradizione agricola, ha visto di recente lo sviluppo di una fiorente attività industriale nella forma per lo più della piccola e media impresa, ma ha conservato belle tracce del passato nelle chiese in stile romanico-gotico e nella Pinacoteca. Il centro storico vanta mirabili esempi di architettura sacra: la Chiesa di San Francesco, già di Santa Maria in Castello, edificata verso l'anno Mille e acquistata dai Francescani nel 1225, conserva resti architettonici del periodo romanico-gotico e un campanile quattrocentesco; la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, antecedente al XIII secolo e ricostruita nel Settecento da Giuseppe Valadier, presenta forma circolare con linee gotiche; la chiesa-convento di Sant'Agostino, eretta nel 1346, custodisce pregevoli dipinti. Nei pressi dell'abitato sorge l'abbazia di San Claudio al Chienti, costruita nel VI o VII secolo sulle rovine di una villa romana, restaurata nel Duecento e formata da due chiese sovrapposte.

Treia, la Disfida del Bracciale

A Treia, nelle due settimane che precedono la prima domenica di agosto, si gioca La Disfida del Bracciale, una delle più particolari rievocazioni storiche italiane che vede il suo periodo d’oro nei primi anni dell’Ottocento che è secolo di grandi cambiamenti sociali e politici. Ricordandone i fasti, la città si tuffa in un’atmosfera di altri tempi, vestita a festa e rallegrata da addobbi ed arredi dai colori tipici dei suoi quartieri: Onglavina (giallo), Cassero (verde), Vallesacco (viola) e Borgo (azzurro). “Tornano” gli zingari, in ricordo della comunità di nomadi che dimoravano nel quartiere più antico della città che conserva resti di origine longobarda. Gli artigiani cordai e tessitori tornano alle proprie botteghe ed i nobili a passeggiare per le vie mentre i contadini vestiti a festa portano in città frutta, verdura e animali da cortile. Ogni sera il centro storico si arricchisce di spettacoli, musica, animazione e teatro. Nelle taverne, aperte fino a tarda notte, vengono serviti menu d’epoca come i tagliulì pilusi, la crescia croccante con erbe di campo, saporiti formaggi, ciauscolo, calcioni e il tutto accompagnato da olio extravergine di oliva e locali vini D.O.C. e D.O.C.G. Domenica è il giorno della Disfida e la città si anima del corteo storico, delle grida dei tifosi e dello spettacolo pirotecnico. Signori e principi del XVII secolo seguitarono a favorire questo gioco per via del grande pubblico, dell’entusiasmo che suscitava, della solennità che aggiungeva alle feste ed il lustro che tutto ciò dava loro. 

Treia

Treia è un comune situato a nord della valle del fiume Potenza. L’etimologia del nome deriva da quello della dea Trae-Jana, divinità di origine greco sicula, che qui era venerata. Fondata dai Romani, Treia fu dapprima colonia, poi municipio. La scenografica piazza della Repubblica è incorniciata su tre lati dalla palazzina dell’Accademia Georgica, opera del Valdieri, dal Palazzo Comunale che ospita il Museo Civico e dalla Cattedrale, uno dei maggiori edifici religiosi della regione. Dedicata alla SS. Annunziata, la chiesa custodisce diverse opere d’arte, tra cui una pala di Giacomo da Recanati. Oltre alla cattedrale da non perdere sono: la Chiesa di San Michele, la piccola Chiesa barocca di Santa Chiara, la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Molto interessante è il Teatro Comunale, inaugurato il 4 gennaio 1821. L’estremo baluardo del paese verso sud è la Torre On lavina, parte dell’antico sistema fortificato, dal quale si gode un panorama che spazia dal mare ai monti Sibillini. In località San Lorenzo, fuori dal centro abitato, sorge il Santuario del Crocefisso dove, sul basamento del campanile e all’entrata del convento, sono inglobati reperti della Trae romana, tra cui un mosaico con Ibis. Qui sorgeva l’antica pieve, edificata sui resti del tempio di Iside. Il santuario conserva un pregevole crocefisso quattrocentesco che la tradizione vuole scolpito da un angelo e che, secondo alcuni, rivela l’arte del grande Donatello. La specialità di Treia è il “calcione”, un dolce tipicamente pasquale con il ripieno al formaggio.