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FIAM

Fondata da Vittorio Livi, dal 1973 FIAM progetta, sviluppa e produce elementi di arredo in vetro curvato, realizzati seguendo processi artigianali ed industriali insieme, di fatto fondendo tradizione e innovazione, lavorazione manuale e design. Dal 1973, FIAM è sinonimo, in Italia e nel mondo, di cultura del vetro. Vittorio Livi inizia a conoscere e ad apprezzare il vetro da giovanissimo. Di questo materiale che sembra essere tutto e il contrario di tutto, Livi ama le apparenti contraddizioni – solido e fragile, naturale e artificiale, ancestrale e industriale allo stesso tempo – ma anche le qualità pratiche. Il vetro è ecologico ed igienico; apparentemente semplice, perché trasparente, ma estremamente complesso dal punto di vista chimico e fisico. Un materiale dalle grandi potenzialità che veniva però utilizzato, nel mondo dell’arredo, prevalentemente solo per la realizzazione di piccoli complementi o oggetti decorativi. Nella mente creativa del giovane Vittorio Livi comincia allora a delinearsi un sogno: il vetro che diventa protagonista unico nel mondo del progetto, dando vita ad arredi che stupiscono per la loro solidità e affascinano per la loro trasparenza; oggetti di design che non segnano il tempo nel quale vengono prodotti, ma resistono alla sopraffazione degli anni, degli spazi e delle mode. L’intuizione di Livi era quella di creare una cultura del vetro. E nel 1973, egli dà un nome a questa intuizione: FIAM.

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Punti di interesse

Parco regionale del Monte San Bartolo

Il Parco regionale del Monte San Bartolo ha ottenuto valutazione positiva da Europarc Federation ed è quindi riconosciuto dalla Carta Europea per il turismo sostenibile nelle aree protette. Il Parco è situato tra Gabicce Mare e Pesaro e presenta aspetti naturali suggestivi. Le falesie strapiombanti costituiscono un paesaggio marino con la presenza di pesci fossili e cristalli di gesso. Ai piedi delle falesie corre una sottile spiaggia di ghiaie e ciottoli, formata dal franamento delle pareti sovrastanti e ricca di fossili, un tempo usati per la pavimentazione delle strade di Pesaro. Attraverso una strada panoramica si raggiungono gli antichi borghi di Gabicce Monte, Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara, Santa Marina Alta e il raccolto porticciolo di Baia Vallugola. La vegetazione del Monte San Bartolo è caratterizzata da boschi misti a quercia e carpino nero e da specie rare come il lino marittimo, il giunco, la carota delle scogliere e la splendente ginestra odorosa. Famoso per la presenza e la migrazione di numerose specie di uccelli, tra cui il falco pellegrino, i rapaci migratori tra cui i falchi pecchiaioli e di palude oltre ad una specie molto rara: l’albanella pallida, che viene dall’Africa per poi nidificare nell’Europa dell’est. Notevole dal punto di vista naturalistico è anche lo svernamento degli uccelli marini costieri, quali lo smergo maggiore, il cormorano, lo svasso maggiore e svasso piccolo e, negli inverni più freddi, l’edredone, oltre a quello di numerose specie di gabbiani, tra cui alcuni esemplari di zafferano, gavina, gabbiano corallino, gabbiano comune e quello reale.

Teatro Rossini

Il Teatro Rossini viene inaugurato come Teatro del Sole nel 1637, durante il pontificato di Urbano VIII che concede, come luogo per gli spettacoli pubblici, le vecchie scuderie ducali costruite da Federico Ubaldo Della Rovere. L’edificio subisce nel tempo diverse trasformazioni; una vera e propria ricostruzione si deve all’architetto Pietro Ghinelli tra il 1816 e il 1818, anno in cui è inaugurato come Teatro Nuovo con una eccezionale rappresentazione de La gazza ladra diretta dallo stesso Gioacchino Rossini, già celebre anche se appena ventisettenne. Del vecchio edificio si salva il portale bugnato di Filippo Terzi che tuttora costituisce l’ingresso principale. Nel 1855 il teatro viene intitolato a Rossini. Nel 1934 viene ricostruita la facciata, modificato il ridotto e realizzata un’ampia sala (l’attuale Sala della Repubblica) all’altezza del terzo ordine di palchi. L’ultimo restauro strutturale è degli anni Settanta dopo che il teatro viene dichiarato inagibile nel 1966. La riapertura del Rossini nel 1980 decreta l’inizio di una vita intensissima in contemporanea con la nascita del Rossini Opera Festival. Il teatro ospita nel corso dell’anno: produzioni liriche e concerti del Rossini Opera Festival, la Stagione Teatrale, la Stagione Concertistica e il Festival Nazionale d’Arte Drammatica.

Fiorenzuola di Focara

Fiorenzuola di Focara presenta un antico borgo medievale fatto di piazze e viuzze strette, del quale resta la cinta muraria che in passato era costituita da cinque bastioni, oggi ne rimangono solo tre. Il borgo regala particolari sensazioni, infatti, girando per le sue antiche vie è possibile notare dei portali risalenti al 1600. Su uno di questi portali c’è una scritta che richiama alcuni versi della Divina Commedia di Dante Alighieri.La struttura più antica è un edificio di culto, la Chiesa di Sant’Andrea sorta nel 1200 di cui oggi è visibile soltanto il campanile con l’orologio, che con I sui rintocchi scandisce il tempo in questo caratteristico posto delle Marche. Visitare Fiorenzuola di Focara è un’esperienza interessante da vivere, perché è un borgo di antiche origini e tradizioni della riviera marchigiana, posto in mezzo alla natura, accanto al mare.Da questo borgo delle Marche puoi scorgere panorami stupendi sia verso nord che verso sud, e intraprendere sentieri avventurosi nel Parco del San Bartolo.

Musei Civici di Palazzo Mosca

Ospitati a Palazzo Mosca, è un’imponente edificio storico nel cuore del centro a pochi passi da piazza del Popolo. Nell'estate 2013 i Musei Civici di Pesaro hanno presentato al pubblico l'assetto rinnovato, risultato di una complessa ristrutturazione che li ha trasformati in un moderno centro culturale. Le novità più importanti riguardano le modalità espositive che hanno seguito criteri cronologici ed emozionali con l’obiettivo di dare costante rilievo alle eccellenze ma anche alla grande varietà di tipologie artistiche, un elemento che connota fortemente le raccolte pesaresi. Le opere di maggior rilievo, infatti, sono esposte in modo permanente per garantire luce costante ai numerosi 'capolavori'. Il percorso inizia con la Sala Bellini che ospita le opere dei secoli XIV e XV in grado di restituire la complessità della cultura figurativa a Pesaro nell'epoca delle signorie Malatesti e Sforza. Si passa poi ad una sala interamente dedicata alle arti decorative allestita con ceramiche, sculture, arredi e oggetti d'ebanisteria; gran parte di questi manufatti proviene dalle collezioni della marchesa Vittoria Mosca, donna colta e illuminata che a fine Ottocento donò le sue raccolte d'arte alla città segnando così fortemente l'identità delle collezioni civiche. Si prosegue con le sale destinate ai dipinti di soggetto sacro e profano eseguite tra Cinque e Settecento: tra queste, la Natività di Raffaellino del Colle e La caduta dei Giganti di Guido Reni. La sezione permanente si conclude con la sala Natura e inganno dedicata alle nature morte, genere di cui i musei pesaresi offrono una documentazione davvero notevole per qualità e quantità.

Casa Rossini

La casa natale di Gioachino Rossini, sorge sull'antica Via del Duomo (oggi via Rossini). Nel 1892, a cento anni dalla nascita di Rossini, il Comune di Pesaro acquista il palazzo e lo adibisce a museo e nel 1904 viene dichiarato monumento nazionale. I materiali esposti provengono in gran parte da collezioni di fine Ottocento. Il nucleo più consistente proviene da Parigi e si tratta per lo più di stampe e incisioni, litografie e ritratti appartenuti al grande Alphonse Hubert Martel, collezionista di cimeli rossiniani. Nella dimora natale del collezionista sono esposte le stampe delle opere di Rossini e dei suoi celebri interpreti. Degna di nota è la raccolta di trenta ritratti a stampa di Rossini, cronologicamente ordinati dalla giovinezza alla vecchiaia, un disegno di Gustave Dorè lo ritrae sul letto di morte. Oltre ai ritratti ufficiali, è esposta una serie di caricature tra cui una statuetta di Jean Pierre Dantan che mette alla berlina Rossini e altri personaggi dell’ambiente musicale dell’Ottocento. Infine, nella stanza dedicata alla musica, sono ospitati un fortepiano, strumento a tastiera costruito a Venezia nel 1809, e alcuni autografi del maestro. Da Luglio 2015, con il rinnovato allestimento, Casa Rossini ha implementato il materiale in esposizione grazie alla collaborazione con la Fondazione Rossini che ha concesso nuovi e interessanti documenti, tra cui lettere e spartiti autografi, libretti originali di opere rossiniane e la digitalizzazione di intere partiture.

Pesaro

Affacciata sul mare e attraversata dal fiume Foglia, Pesaro è un centro balneare situato tra due colline costiere: il Monte Ardizio a est sud est e il Monte San Bartolo a ovest-nord-ovest, che dà il proprio nome al Parco Naturale del Monte San Bartolo.Sono sette i chilometri di spiaggia sabbiosa tra litorale attrezzato e libero (spiagge Bandiera Blu 2018: Ponente/Levante Sottomonte per oltre 6 km), più di 100 le strutture di accoglienza turistica, alcune aperte tutto l’anno, tra alberghi al mare, in centro e collina, agriturismi, campeggi e appartamenti, per un totale di quasi 11.000 posti letto. Al mare si lega una secolare tradizione di ospitalità balneare che rivolge un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. Dal 2010 Pesaro dedica ai più piccoli la “Mezzanotte bianca dei bambini”, l'evento di punta della programmazione turistica estiva, e sempre ai bambini sono dedicate alcune attività laboratoriali di letture ad alta voce proprio sulle spiagge della città, a cura della Biblioteca Baia Flaminia. Tra gli edifici di architettura religiosa si segnalano: la Cattedrale, eretta sui resti di un edificio tardo romano, che vanta un interessante patrimonio musivo, la Chiesa di S. Agostino e il Santuario della Madonna delle Grazie. Tra i monumenti e musei degni di nota da non perdere sono: la quattrocentesca Rocca Costanza, opera a pianta quadrata, rafforzata da torrioni cilindrici, e cinta da un ampio fossato, già adibita a carcere; il Palazzo Ducale, ora sede della Prefettura, fatto erigere da Alessandro Sforza nella seconda metà del XV secolo; il Museo Archeologico Oliveriano e i Musei Civici (comprendente la Pinacoteca e il Museo delle Ceramiche); Casa Rossini, il museo dedicato al grande Gioachino, il Teatro Rossini, dove ogni anno si svolge il Rof (Rossini Opera Festival).