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Lifestyle

GAROFOLI PORTE

Il Gruppo Garofoli si colloca tra i leader mondiali nella progettazione, costruzione e commercializzazione di porte, con particolare specializzazione per le porte in legno massiccio. Il Gruppo, guidato dal fondatore Fernando Garofoli e dai suoi figli, si compone delle aziende Garofoli s.p.a. e Gidea s.r.l e si posiziona nel segmento più alto del mercato di riferimento. Ad oggi i prodotti Garofoli sono concreti simboli d’eccellenza del “Made in Italy” nel mondo. Garofoli s.p.a. e Gidea s.r.l. producono circa 400 modelli di porte, ciascuno dei quali può essere personalizzato e declinato in molteplici versioni e colori. I 360 dipendenti della società realizzano oltre 200.000 porte all’anno, a cui si aggiunge la produzione di cabine armadio, boiserie e parquet. Il Gruppo sta diventando un importante punto di riferimento, non solo per le porte, ma anche per l’arredo di ambienti funzionali. L’azienda Garofoli s.p.a. si distingue da sempre per l’innata vocazione alla qualità e per la cura e la selezione del legno, filosofia da sempre alla base del cammino della società. Fernando Garofoli incide la sua firma su ogni porta, per garantirne personalmente la qualità e per trasformarla da semplice prodotto industriale a creazione d’autore. 

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Punti di interesse

Museo Internazionale della Fisarmonica

Il museo, sorto nel 1981, è ospitato in un piano del cinquecentesco palazzo municipale e raccoglie organetti, fisarmoniche ed altri strumenti musicali ad ancia libera, testimonianza di una industria che ha fatto di Castelfidardo uno dei principali centri mondiali per la produzione di fisarmoniche. La superficie espositiva è costituita da un'unica sala per un totale di circa duecentosessanta metri quadrati. La raccolta è articolata in più sezioni: la sezione principale è costituita da centoquarantasette  fisarmoniche, costruite tra il 1840 ed il 1968, molte delle quali perfettamente funzionanti. Vi sono infine tre sezioni dedicate a collezioni tematiche: la musica nelle monete, la fisarmonica nella iconografia e la fisarmonica nel francobollo.

Recanati

Situata al centro della Regione Marche, in una posizione strategica, tra costa e l’entroterra, Recanati è la tipica "città balcone" per l'ampio panorama che vi si scorge. Qui nacquero Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti italiani della letteratura italiana e Beniamino Gigli, noto cantante lirico. Tra i principali siti di interesse turistico spiccano i luoghi leopardiani: la piazzetta "Sabato del villaggio", su cui si affacciano il settecentesco Palazzo Leopardi, casa natale del poeta, che custodisce la preziosa Biblioteca contenente oltre 20.000 volumi e la “Casa di Silvia; il “Colle dell’Infinito”, la sommità del Monte Tabora che ispirò l'omonima poesia composta dal poeta a 21 anni, con l'antico orto del monastero delle suore clarisse e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura, il Centro Nazionale Studi Leopardiani, punto di riferimento per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che nel mondo, la “Torre del Passero Solitario”, ubicata nel cortile del chiostro di Sant'Agostino, Palazzo Antici Mattei, casa della madre di Giacomo. Gli edifici di architettura religiosa più rilevanti sono: la Chiesa e il Convento dei frati Cappuccini, risalenti al 1600, la Chiesa di Santa Maria Morello, nel cui fonte battesimale fu battezzato Giacomo Leopardi, la Chiesa di San Vito dalla facciata vanvitelliana, la Chiesa di Sant’Agostino con il bel portale in pietra d’Istria, la Chiesa di San Domenico, che conserva il “San Vincenzo Ferrer in gloria".

Biblioteca Leopardi

La Biblioteca del Conte Monaldo Leopardi documenta in modo significativo quanto ancora fosse vivo l’interesse per la ricerca antiquaria e la storia locale presso i ceti colti marchigiani, in linea con tutta una tradizione di studi storici che nella Marche si afferma alla fine del Settecento con l’opera monumentale dell’abate Giuseppe Colucci, le Antichità Picene.Il nucleo più consistente della biblioteca si deve ad una serie di acquisti che il conte effettuò nelle fiere di Recanati, di Senigallia e in alcuni viaggi a Roma. Monaldo acquistò molti libri greci per "secondare", scrive nel Commentario, gli studi del figlio Giacomo, ma soprattutto per una sua innata vocazione antiquaria. Da una piccola lapide apposta nella biblioteca leggiamo che Monaldo Leopardi nel costituire la raccolta pensava non solo a sé ma anche ai suoi concittadini. Fu, infatti, sempre aperta agli studiosi ed oggi anche ai semplici visitatori attratti dal valore museale della sede e della sua raccolta libraria.La biblioteca è all’interno di Casa Leopardi, ed è rimasta così come la volle il conte padre e con le sue quattro sale occupa quasi interamente il primo piano del palazzo, di cui fanno parte anche la Sala dell’Alcova, la Sala dei Manoscritti e lo studio di Monaldo. La prima sala è composta da soffitto e cassettoni, la seconda, più piccole delle altre, ha un affascinante soffitto in tela con dipinti in tipico stile pompeiano, la terza e quarta sala, infine, hanno entrambe forma rettangolare e contengono centinaia di libri riposti in enormi scaffali.

Loreto

La città di Loreto si è sviluppata intorno alla celebre Basilica che ospita la Santa Casa di Nazareth dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque, visse e ricevette l'annuncio della nascita miracolosa di Gesù. Quando nel 1291 i musulmani cacciarono definitivamente i cristiani da Gerusalemme e tentarono poi di riconquistare Nazareth, un gruppo di angeli prese la Casa e, dopo alcune peregrinazioni, la portò in volo fino a Loreto. Per questo motivo la Madonna di Loreto è venerata come patrona degli aviatori. Gli studi iniziati sin da pochi anni dopo questo evento mettono in luce, senza ombra di dubbio, la provenienza della Casa dalla Palestina, sia per lo stile architettonico che per l'uso di materiali costruttivi, sconosciuti al territorio delle Marche ed invece molto usati all'epoca in Terrasanta. Altre evidenze della terra di origine provengono dai dipinti e dai graffiti, tuttora visibili, che ritraggono Santi della Chiesa Orientale e riportano il passaggio dei pellegrini che sin dall'era di Costantino visitavano la Casa. Inoltre, le dimensioni dell'abitazione coincidono con quelle del "vuoto" rimasto a Nazareth. 

Osimo

Osimo si estende su un territorio collinare. Il centro storico sorge su due colline affiancate, la più alta delle quali, su cui si trova il Duomo, si chiama Gòmero. L'avvallamento fra le due colline, un tempo visibile nella linea del centro storico, è stato pareggiato sempre più ad ogni rifacimento del manto. A circa 3 km da Osimo scorre il fiume Musone e, a poca distanza, si trova la Riviera del Conero. A Osimo si possono degustare eccellenti varietà di pasta di grano duro accompagnate da un bicchiere di Rosso Conero, uno dei 15 vini doc della regione Marche. Tra gli eventi di rilevo che hanno luogo ad Osimo durante l’anno si segnala: la Fiera di San Giuseppe da Copertino a settembre e la Festa del Covo in località Campocavallo ad agosto. Gli edifici religiosi di maggiore interesse architettonico sono: il Duomo di San Leopardo, eretto nell’VIII secolo e più volte rimaneggiato, il cui interno, a croce egizia, è a tre navate; all'interno della cattedrale è visitabile anche la cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, in cui sono custoditi i sarcofagi con le reliquie dei santi martiri osimani; la Chiesa di San Nicolò, costruita nel XII secolo con pianta ellittica, con un pregevole portale gotico e affreschi trecenteschi; il Santuario di San Giuseppe da Copertino, a tre navate, che conserva al suo interno le spoglie di San Giuseppe da Copertino, patrono di Osimo e protettore degli studenti.

Grotte di Osimo

Offagna, Osimo e Camerano, nella provincia di Ancona, costituiscono la meta di turisti curiosi e ricercatori che vogliono conoscere i loro segreti ancestrali. Un’atmosfera tutta particolare si vive nelle grotte e nei sotterranei della città di Osimo (AN). Le Grotte di Osimo sono una città sotterranea da scoprire lentamente, scrigno prezioso custode di bassorilievi a carattere religioso ed anche esoterico. Osimo sotterranea è un labirinto intriso di antiche simbologie alchemiche, molte delle quali imputabili alla presenza dell’Ordine Cavalieri di Malta e Templari, che in questo luogo svolgevano le loro iniziazioni. Inoltre, questi labirinti sono popolati anche da incisioni, mostri fantastici e statue di divinità pagane come Mitra e Dionisio. Ad oggi sono state censite ben ottantotto grotte e nicchie che si estendono per ben 9000 metri, su diversi livelli e piani, collegate tra loro da pozzi: un dedalo interminabile di cunicoli scavati a mano nell’arenaria. La Grotta del Cantinone, quella sottostante al Palazzo Campana e quella della famiglia Simonetti, perfettamente conservate e ben valorizzate, si possono visitare anche con l’ausilio di guide esperte.